“Niente di teatrale, niente di drammatico, tutto semplice e naturale. Per rimanere liberi bisogna a un bel momento prendere senza esitare la via della prigione.”
Sono parole del giornalista e scrittore Giovannino Guareschi, internato militare (dal 1943 al 1945) in diversi campi di prigionia nazisti in Polonia e in Germania.
Un’esperienza di reclusione condivisa anche con l’incisore Nereo Laureni, che negli stessi anni immortalò l’esperienza del lager in oltre centocinquanta disegni.
Le opere – i disegni di Laureni e gli scritti di Guareschi – parlano della vita nel campo di sterminio in maniera insolita, rievocando una toccante quotidianità di cui raramente l’uomo moderno è in grado di capacitarsi, spaesato di fronte alla spaventosa atrocità dei crimini nazisti.
Grazie alla disponibilità degli operatori didattici della Risiera di San Sabba vi raccontiamo con le nostre parole e immagini l’esposizione “Guareschi e Laureni – Segni dai lager“, che resterà aperta al pubblico fino al 2 giugno, nella significativa cornice del vecchio lager triestino. Un’occasione per rendere omaggio – tramite il nostro video, o con una visita dal vivo – a due testimoni d’eccezione, e con loro a oltre cinquemila internati (il dato è solo una stima) che persero la vita a San Sabba.
di Annelore Bezzi, Fabio Bettani





